Lettera agli ebrei filoisraeliani

Scritto da Francesco di Maria. Postato in Il mio punto di vista

 

Gli ebrei filoisraeliani, sia in ambiti governativi che in ambiti extragovernativi, affidano sempre più spesso e tutte le volte che possono, con i mezzi più disparati di cui dispongono, la loro causa, la causa della loro credibilità internazionale, anche a personalità di origine non ebraica del mondo politico, culturale, economico o artistico occidentale. Qui in Italia c’è un notevole numero di esponenti di ogni ambito della vita nazionale che, ora in modo apparentemente misurato ora invece in modo addirittura plateale, difendono a spada tratta la politica dello Stato d’Israele pur auspicando spesso ipocritamente il sopraggiungere della pace tra israeliani e palestinesi all’insegna del ben noto slogan «due popoli, due Stati».

Uno dei più faziosi e più rappresentativi corifei italiani della causa filoisraeliana è il radicale Angelo Pezzana, che ha il dente avvelenato con tutti quelli che criticano Israele benché purtroppo la verità sulla politica israeliana in Medioriente (politica sostanzialmente omogenea al di là del succedersi dei vari governi) non sia molto diversa da quella espressa da Sergio Romano, contro cui Pezzana si scaglia, sulle colonne del “Corriere della Sera”: «Israele è un paese guerrafondaio, che agisce con l’aiuto del suo potente alleato» ovvero gli USA; Ahmadinejad, il “satrapo” di Teheran, fa molto male a disconoscere l’olocausto ebraico e a dichiarare di voler distruggere lo Stato di Israele ma certo quest’ultimo, con l’arroganza con la quale impedisce ad un popolo pressoché inerme come quello palestinese di costituirsi in Stato autonomo e indipendente e di vedere finalmente riconosciuti il suo diritto ad esistere nei luoghi in cui ha sempre vissuto da oltre duemila anni ad oggi, non contribuisce affatto a placarne l’ira e le rabbiose parole contro lo stesso stato israeliano; un attacco atomico iraniano a Israele è realmente improbabile almeno sino a quando israeliani e americani non vorranno colpire “preventivamente” l’Iran; è del tutto possibile e ammissibile che l’energia nucleare iraniana possa avere fini civili anche se gli iraniani intendono indubbiamente dotarsi di armi atomiche; indipendentemente dal fatto che Ahmadinejad sia o non sia “la parte moderata del potere iraniano” non c’è dubbio che l’intero popolo iraniano percepisca Israele come un potenziale e temibile nemico, non essendo ormai più tanto oscuri i piani egemonici israeliani nell’intero medi oriente.

Forse Israele non sarà «la causa di ogni male» ma è innegabile che la sua volontà di pace con i palestinesi è del tutto falsa ed ipocrita cosí come è semplicemente disgustosa la sua pretesa di veder puniti penalmente negli stati occidentali ed europei i cosiddetti “negazionisti”. Disgustosa, certo; perché non è forse negazionista, e fatte le dovute eccezioni, anche il popolo israeliano nella sua generalità? Quanti olocausti storici, viene spontaneo chiedere, continuate a disconoscere o a sottovalutare voi israeliani? Non è forse vero, ve lo dico come cattolico e come semplice uomo, che vi ostinate pervicacemente a negare il più omicida degli olocausti della storia umana? Quello cioè al quale il vostro popolo, due millenni or sono, condannò e sottopose il più grande uomo di tutti i tempi passati presenti e futuri e il nostro e vostro stesso Dio? Pretendete continuamente e morbosamente che tutti si ricordino di Auschwitz e dei vostri morti e non vi rendete conto di essere voi i primi a farne ormai un basso uso strumentale. D’altra parte, perché voi altri  ostentate indifferenza per la morte di Gesù Cristo, da molti dei vostri antenati voluta e voluta da molti di voi stessi sino a quando non la riconosciate come la morte del Santo di Dio? Noi dovremmo ricordarci, e state pur certi che non possiamo non ricordarcene, della vostra shoah, che è in ogni caso anche la nostra shoah, proprio mentre la maggior parte di voi resta ipocritamente ed empiamente disinteressata alla shoah di nostro Signore, del Signore dell’intera umanità? E proprio mentre la maggior parte di voi non si preoccupa affatto di alleviare la shoah da voi stessi inflitta ormai da decenni ai fratelli palestinesi?

Nessuno vuole «danneggiare e diffamare Israele» più di quanto Israele danneggi e diffami se stesso con un comportamento indegno, che probabilmente, qualora non ci fosse alcun controllo massmediatico e le condizioni storiche lo permettessero, sarebbe molto simile a quello tenuto dai nazisti nei confronti dei vostri padri. Voi siete “falsari”, non i giornalisti occidentali che non possono o non vogliono raccontare tutte le mostruosità di cui vi rendete quotidianamente artefici! Voi siete “falsari” anche nei confronti della Chiesa cattolica, con la quale trattate solo per motivi di immagine, ma i cui diritti in terra santa continuate a non riconoscere e a negare: Gerusalemme non è solo vostra, Gerusalemme è di tutti, è degli arabi come dei cristiani come di tutti i credenti e i non credenti del mondo intero. E’ chiaro?

Probabilmente Gad Lerner non sarebbe d’accordo con noi ma noi riteniamo di poter concordare almeno in parte con lui quando afferma:  «Fare i conti con la dimensione umana dell'irrazionalità è stata la sfida delle menti migliori del secolo scorso, il secolo dei totalitarismi e dei genocidi, della Shoah. A noi tocca proseguirla con tenacia quand'anche ci assalga il dubbio che la meta sia irraggiungibile. Per questo abbiamo bisogno di aggrapparci a dei punti fermi, a risultati certi acquisiti nella ricerca. La forma del dizionario si rivela quindi preziosa perché la memoria non diventi una religione ma si perpetui come indispensabile guida, provvisorio insegnamento» (G. Lerner, Perché parlare della Shoah, in “L’Espresso del 24 gennaio 2012).

Nessuno di noi vi vuole «delegittimare», né possiamo sentirci responsabili del fatto che tra noi qualche spirito gravemente malato faccia opera abietta e violenta di antisemitismo o del pur comprensibile sentimento di odio che il vostro latente o manifesto settarismo suscita nel cuore di tanti arabi e di tanti occidentali. Noi, in quanto fratelli, vi ammoniamo a non perseverare nel male e nelle vostre iniquità, allo stesso modo di come ogni giorno chiediamo perdono a Dio delle nostre personali iniquità e delle iniquità presenti nel popolo cristiano; in quanto fratelli, vi ricordiamo che un tempo vi delegittimaste da soli agli occhi di Dio e che correte il rischio di essere ancora una volta delegittimati da Lui, quali che siano i vostri armamentari di guerra e i vostri arsenali nucleari. Shalom!