Maria è bella perché è giusta come Dio

Scritto da Silvio Cortese on . Postato in Articoli e studi

 

Appena uscito dalle mani di Dio, ogni uomo, fatto a sua “immagine e somiglianza”,  avrebbe dovuto essere un riflesso purissimo della divinità, ma il peccato originale ebbe l’effetto di sporcare la predisposizione umana ad essere “specchio” della purezza e della giustizia divine. Quella predisposizione fu macchiata in tutte le creature tranne che in Maria di Nazaret, che fu sempre “speculum sine macula” o, come dice san Bernardo, specchio della bellezza, bellezza non effimera perché coincidente con il “candore della Luce eterna” (Sp 7, 26).   

Coabitando fisicamente e spiritualmente con Cristo la bellezza della santa Vergine si è talmente intrisa della bellezza divina da confondersi in essa e con essa. Specchio di bellezza e specchio di giustizia fu Maria perché la bellezza di Dio ha nella sua giustizia, di cui la misericordia è parte integrante, il suo stesso fondamento. Nessuna creatura ha potuto e potrà mai riflettere nella sua vita la giustizia divina meglio di come ha fatto Maria. E’ per questo che coloro che, sia pure imperfettamente, coltivano con onestà il sentimento della giustizia in senso lato, non possono non sentirsi attratti da questa donna e non possono non chiederle, implicitamente o esplicitamente, di porsi al loro fianco specialmente nei momenti più difficili e duri della propria esistenza.

Anzi, non è possibile amare veramente Maria se non ci si sforza seriamente di discernere tra giusto e ingiusto e di perseguire unicamente fini giusti e santi. Quando capita di apprendere che anche certi mafiosi incalliti pregano la Vergine santa non già per chiedere perdono e per trovare la forza di convertirsi ma perché certi disegni criminosi vadano a buon fine, si resta allibiti, ma comportamenti simili sono solo la radicalizzazione di frequenti comportamenti umani che tendono a fraintendere più o meno clamorosamente il rapporto con Dio e con la stessa Madre di Dio.

Non si può pregare Maria proprio nel momento in cui si ritiene di poter continuare a convivere tranquillamente con abitudini riprovevoli di vita: il preoccuparsi dei quattrini ben più che di essere onesti e leali verso il prossimo, l’essere tranquillamente indulgenti verso certe debolezze carnali anziché provare un senso di mortificazione e di inquietudine profonda per la nostra persistente incapacità di essere all’altezza della nostra fede, il lasciarsi divorare ogni giorno dalla gelosia per beni presunti che non abbiamo anziché avvertire la certezza e la profonda gioia di non poter mai mancare di nulla in quanto umili figli di Dio, il sentirsi intimamente superiori ad altri piuttosto che mettere a servizio del prossimo e dell’umanità le proprie risorse senza mai aspettarsi particolari riconoscimenti umani. E l’elenco, naturalmente, potrebbe continuare.

Maria ascolta tutti, aiuta tutti, talvolta addirittura precedendo la richiesta di aiuto, ma è altrettanto chiaro che a lei non possa chiedersi qualunque cosa, qualunque grazia, qualunque soccorso che non vada configurandosi almeno tendenzialmente nel quadro della giustizia di Dio. Se, oppresso da una vita di peccato, senti il bisogno di cambiare rotta, stai pure tranquillo che la Madre ti aiuta; se tra te e qualcuno sussiste un rapporto di inimicizia e vorresti sinceramente migliorarlo, la Madre certo ti assisterà e ti metterà in ogni caso nella condizione di sentirti in pace con te stesso e con la divina volontà (giacché, evidentemente, non ogni forma di inimicizia è sanabile, come quella perennemente intercorrente tra Maria stessa e Satana); se ti senti sempre inadeguato rispetto ai compiti quotidiani che la fede ti pone e che pure cerchi di svolgere con diligenza, la Madre metterà nel tuo cuore una soave serenità che ti consentirà di sopportare in modo meno conflittuale le tue carenze o i tuoi limiti. Quello che invece sarebbe opportuno non chiedere mai e che Maria non potrebbe concedere è la ricchezza, il potere, il successo, determinate “soddisfazioni” personali a tutti i costi, favori in sostanza antitetici alle grazie celesti e ai beni di cui necessitiamo in funzione della vita eterna.

Anzi, nell’ipotesi in cui la vita scorra liscia e comoda, certe nostre aspirazioni mondane siano sistematicamente appagate, i nostri simili siano sempre con noi o dalla nostra parte, il nostro impegno giornaliero sia regolarmente coronato dal successo o quanto meno non venga avversato da nessuno, la nostra fede non ci faccia più sentire alcuno scarto tra quel che facciamo e la volontà di cristo, possiamo esser certi che tutto ciò non sia opera di Maria, che si mobilita senza risparmio di energie solo a favore di quei figli che sentano almeno la nostalgia di Cristo, della sua giustizia, della sua misericordia per noi, e quindi della sua eterna bellezza, ma sia opera di colui che avrebbe voluto sedurre il Creatore stesso e cercherà di sedurre ognuno di noi sino alla fine dei nostri giorni terreni.

Maria non è bella solo perché è la Madre di Dio ma anche perché, in quanto creatura preservata dal peccato originale e in quanto Madre di Dio, non poteva non amare e non fare propria la giustizia di Dio.