Maria, Lucia e noi

Scritto da Lidia Mazziotti on . Postato in Articoli e studi

 

Lucia, la piccola pastorella di Fatima, tenne a mente per tutta la vita l’esortazione che le rivolse il padre gesuita che ebbe modo di confessarla alla vigilia della sua Prima Comunione: “Figlia mia”, le disse, “la tua anima è il tempio dello Spirito Santo. Conservala sempre pura, affinché Lui possa continuarvi la Sua azione divina. Perché tu possa riuscire in ciò, chiedi sempre con molta fiducia alla santissima Vergine di prendersi cura di te, del tuo cuore, in modo da poterlo predisporre a ricevere degnamente il Signore non solo nel giorno della Prima Comunione ma anche in seguito”. Lucia rivolse immediatamente quella supplica a Maria ed ebbe la sensazione che ella le sorridesse e  annuisse. Che fosse una semplice sensazione o qualcosa di più qui non ha molta importanza stabilire, mentre ben significativo è l’effetto che il particolare “vissuto personale” della bambina avrebbe prodotto successivamente nel corso della sua vita, vale a dire la capacità, la ferma e costante determinazione di Lucia di offrire e consacrare la sua vita al Cuore Immacolato di Maria.

Il sorriso di Maria, presunto o reale che fosse, fu da lei percepito come una chiara manifestazione di amore divino, come segno di benevolenza e di benedizione, che indusse quell’innocente bambina a dare la propria incondizionata disponibilità ai progetti di Dio. E, siccome di solito è difficile che certi sentimenti dell’infanzia restino poi inalterati nel tempo e sino alla fine della propria vita, non è affatto arbitrario ritenere che gli eventi vissuti da Lucia, per imprimersi cosí profondamente nella sua psiche e nella sua esistenza, fossero assai poco immaginari e molto realistici.

Su questo argomento è stato scritto recentemente un articolo veramente ispirato e interessante, buona parte del quale è sembrato utile qui riproporre integralmente: «Lucia ebbe la percezione chiara, nella sua anima, di quella materna attenzione di Maria, ancora prima delle Apparizioni, seppure continuasse il suo cammino di bimba nella “normalità” quotidiana, fatta di affetti famigliari, di giochi e di lavoro domestico. Gli eventi che accaddero in seguito - le apparizioni del 1916 e del 1917 - la coinvolsero in una straordinaria vicenda di amore, di sacrificio e di donazione ineguagliabile. Attraverso le vie della Grazia, la sua vita e quella dei suoi piccoli compagni divenne un dono per la Chiesa e una luce per questo nostro tempo, confuso e lacerato. Il sorriso, di quella povera statua, in una remota chiesa della “Serra d’Aire”, anticipava lo sguardo benevolo di Maria sulla nostra vita; gettava una luce profetica sul Pontificato degli ultimi straordinari Papi, sui martiri dei gulag e dei campi di concentramento e sul sangue effuso ancora oggi in tante parti del mondo, sulla fedeltà della sofferta testimonianza di tanti fratelli e sorelle nella fede.  

Anche oggi la Vergine, nella devastante e dissacrante indifferenza di questa nostra epoca, sorride a chi, nella fatica, volge il suo cuore al Cielo; a chi, pur ferito dal peccato, trova la forza di affidarsi, ancora una volta, alla Misericordia di Dio e di ricominciare da capo; a chi, stanco per il peso della giornata, trova tuttavia il tempo e le parole da dedicare alla sua famiglia e ai suoi figli.  Ognuno porta in sé il segno di una predilezione celeste, quasi una carezza del Cielo, che ha mitigato la pena, nei momenti della prova e ci ha aiutati a riprendere ogni volta il cammino con fiducia.

Il sorriso di Maria torna a risplendere per chi “si ostina” a considerare la Vita una cosa sacra e intangibile; a chi difende la Famiglia come un bene da custodire, da favorire sempre e da non offendere mai, resistendo così alle cupe follie e alle aberrazioni delle ideologie imperanti. La Vergine sorride a chi ama Dio con tutto il suo povero essere e “ce la mette tutta”, per tentare di amare amici e “nemici”, pregando per i suoi cari e per tutti offrendo suppliche e atti di amore, come sacrificio gradito, di Riparazione e di espiazione. Signore, fammi santa - cosí pregò la piccola Lucia, nel silenzio, ricevendo Gesù Eucaristia - conserva il mio cuore sempre puro, soltanto per Te. E le sembrò, anche allora, che il Signore pronunciasse, nel profondo della sua anima, queste chiare parole: la grazia che oggi ti è concessa continuerà viva nella tua anima, producendo frutti di vita eterna.

Anche per noi, la gioia vera e santa è racchiusa nel mistero della Grazia, che feconda il nostro spirito e lo arricchisce di doni e di buoni frutti, riposti per sempre nei granai del Cielo» (tratto dal mensile “Maria di Fatima”, giugno 2013).