Note sulle apparizioni mariane

Scritto da Alessandra Perani on . Postato in Articoli e studi

 

Sembra che le apparizioni mariane abbiano avuto inizio nel V secolo e più esattamente nella chiesa di Anastasia di Costantinopoli, dove si racconta che Maria si mostrasse agli infermi guarendoli. Ma, certo, una storia completa e attendibile delle apparizioni mariane non è stata ancora scritta e non si può dire se e quando sarà scritta, anche perché obiettivamente distinguere tra verità e leggenda o tra verità e pura e semplice invenzione in questo campo è oltremodo complicato. E’ già difficile fare una storia delle apparizioni mariane relativamente ad ottocento e novecento, ma almeno qui non appare irragionevole il tentativo di fornire elementi sufficientemente precisi seppur, a parere dei più critici, discutibili. Il Vaticano ha riconosciuto le visite mariane di La Salette del 1846, di Lourdes del 1858, di Fatima del 1917, che sono tutte località di paesi cattolici molto legati a Roma, ma ha riconosciuto anche altre apparizioni e altri fenomeni legati al manifestarsi della Madre di Dio. Lo stesso Pio XII, verso le 16 del 30 ottobre 1950, pare abbia assistito ad una “danza del sole” ovvero al “miracolo della valle di Fatima”, fenomeno che, stando alla testimonianza del pontefice, si sarebbe ripetuto nei due giorni successivi.

Alcuni hanno fatto e fanno dell’ironia sulla cosiddetta “concorrenza delle madonne”, nel senso che non di rado vengono espresse preferenze per questa o quell’apparizione, per questa o quella madonna, e vengono fatte comparazioni in ordine alla maggiore o minore importanza di questa o di quella apparizione: per esempio ci sono cattolici piuttosto ingenui che ritengono la Maria di Altòtting più pronta a soccorrere le anime di quella di Eich, con la conseguenza che qualche laico scettico finisce poi per ironizzare persino sul fatto che lo stesso papa Benedetto XV (XV e non, si badi, XVI) pare abbia raccomandato, prima di morire, che si pregasse per lui la Madonna di Pompei.

Negli ambienti laici, ma talvolta anche in ambienti religiosi, non sono pochi quelli che diffidano profondamente delle apparizioni mariane e, in particolare, dei modi in cui si dice che queste apparizioni sarebbero avvenute. Per esempio, a chi sostiene che l’apparizione di Lourdes è senz’altro vera perché, tra l’altro, è inspiegabile che una ragazzina analfabeta come Bernadette riferisse al suo parroco il nome della Signora celeste che le era apparsa, ovvero “Immacolata Concezione”, essi rispondono che il relativo dogma era stato proclamato da papa Pio IX nel 1854, quattro anni prima della presunta apparizione, e che pertanto non si può escludere che in realtà qualcuno abbia suggerito alla contadinella di Lourdes di pronunciare per l’appunto quelle parole al fine di dimostrare la veridicità dei suoi racconti.  

Qualcuno osserva che, da questo punto di vista, la Chiesa non di rado si sarebbe messa sulla stessa lunghezza d’onda di antiche tradizioni pagane, nelle quali si trova effettivamente di tutto: da una produzione in serie, diremmo oggi di tipo industriale, di fatti apparentemente sorprendenti (come la lacrimazione di icone o quadri) ai souvenirs, alle cassette per le elemosine, ai prezzi fissi di vendita degli oggetti sacri come le statuine miracolose. Infatti, si osserva, dal V secolo in poi i doni votivi riempiono le chiese cosí come mille anni prima riempivano i templi pagani: si pensi al fatto che, per i miracoli di un’antica dea come Iside, gli artigiani ricevevano moltissime ordinazioni arricchendosi entro breve tempo.

Che la Chiesa cattolica, in un modo o nell’altro, ancora oggi si mostri a dir poco indulgente verso usi e pratiche di assai dubbio valore religioso, non sembra purtroppo potersi negare: ci si chiede, per esempio, se fosse proprio necessario e lecito consentire che l’enorme cripta in cui sarà esposto il corpo di padre Pio, a San Giovanni Rotondo, venisse completamente lastricata d’oro. Certo, nel fare osservazioni di questa natura, si può anche peccare di ipocrisia, nel senso che esse potrebbero anche non avere necessariamente come movente delle genuine preoccupazioni spirituali. Ma l’obiezione in sé mi pare assai fondata e giusta, per cui un vero cristiano non può seguire acriticamente tutta questa variegata problematica di apparizioni e di colloqui privati che la Vergine Santa intavolerebbe con alcuni fedeli, perché in effetti la marcata propensione a seguire tali ipotetici o presunti avvenimenti non costituisce affatto la sostanza della fede.

Bisogna vigilare e continuare a riflettere sulle parole di Gesù:  «Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo ‘lo sono il Cristo’. E ne sedurranno molti. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Allora, se qualcuno vi dice: "il Cristo è qui”, oppure “E’ là”, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto» (Matteo 24:4-5, 11, 23-25). Oppure sull’avvertimento di san Paolo: «satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia» (2 Corinzi 11:14, 15).

Al tempo stesso, non bisogna scivolare nel pericolo opposto: di considerare aprioristicamente falso qualunque racconto di apparizioni e di locuzioni mariane. Perché anche questo ci allontana da una fede “adulta”. E, sorretti dalla preghiera incessante, almeno in alcuni casi particolari faremo forse cosa saggia se terremo presente un pensiero del papa Urbano VIII: «Nei casi riguardanti rivelazioni private è meglio credere che non credere. Infatti, se tu credi, ed é proprio vero, sarai felice di avere creduto, poiché la nostra Santa Madre lo ha chiesto. Se, al contrario, avrai creduto e sarà provato falso, riceverai tutte le grazie come se fosse stato vero, perché hai creduto essere vero».

Se Maria appare e parla ad alcuni suoi figli, ciò può accadere solo come manifestazione di potenza divina, ma se le sue apparizioni e le sue locuzioni siano manifestazioni della divinità o di altro, questo è ciò che deve stabilire ogni volta, con grande capacità di discernimento ed elevato senso di responsabilità, la santa Chiesa di Cristo, non sempre e non solo in armonia con quello che pensa e sente il popolo di Dio.