Per parlare con Maria

Scritto da Rosaria Forgia on . Postato in Articoli e studi

 

Noi ammiriamo Maria, la preghiamo di tanto in tanto di starci vicino e di soccorrerci nelle difficoltà e nelle necessità quotidiane, e pensiamo che il gioco sia fatto ovvero che la madre di Dio non ci farà mancare il suo aiuto. A volte ragioniamo cosí, ma le parole non bastano a far scendere Maria nella nostra vita personale, sebbene ella preghi sempre il Signore per la salvezza di ognuno di noi. Le parole prive di cuore, di sincerità, di vera fiducia filiale, non possono farla entrare nella nostra vita ancora troppo piena di preoccupazioni inutili, di ansie ingiustificate, di false esigenze. Perché Maria ci sia realmente accanto occorre che le chiediamo almeno di aiutarci a liberarci proprio da un’ossessiva o assillante dipendenza da aspettative sbagliate o illusorie. Se, sia pure in modi diversi che riflettano la sensibilità di ciascuno, impariamo a riempire di lei la nostra quotidianità, tutto ciò che ingombra e agita il nostro cuore poco per volta sparirà.

Maria ci è accanto non se siamo già santi ma se abbiamo coscienza delle nostre colpe o se, pur non essendone ancora coscienti, siamo da esse tormentati; se le ammettiamo senza razionalizzarle o minimizzarle, e se sentiamo davvero l’esigenza di una santificazione della nostra esistenza. Con lei non dobbiamo né disperare se siamo troppo imperfetti né mancare di dolerci delle nostre colpe e dei nostri persistenti errori. Dobbiamo fidarci di lei che renderà più acuta in noi la coscienza del male e più forte la volontà di evitarlo, che ci renderà più pronti a riprenderci quando saremo sommersi dalle avversità e a reagire quando giungerà l’ora della depressione e della sfiducia.

Se riconosci di essere una persona impura, nelle intenzioni e negli atti (anche ma non solo sessuali), la Madre cui hai sentito il bisogno di rivolgerti infonderà in te un tale desiderio di purezza, di onestà e di amore disinteressato, da costringere gradualmente i tuoi sensi a conformarsi nel modo più spirituale possibile ad esso; se riconosci di essere una persona particolarmente presuntuosa ed arrogante, la Madre che hai chiamato ti farà sentire cosí stupido o stupida e insignificante da indurti a voler imparare e prendere esempio da altri che sono realmente migliori di te; anche se parli sempre di Cristo e di vangelo, se in un salutare momento di crisi  ti accade di capire e di ammettere che ne stai facendo un uso insincero o superficiale, parziale o scorretto, la Madre invocata ti farà sentire cosí incapace e meschino da sollecitarti ad operare di più e a predicare di meno.

Se poi sei una persona economicamente ricca e socialmente influente ma, nonostante la tua sensibilità verso i non abbienti e i tuoi sforzi di risolvere i problemi altrui, ti senti ancora insoddisfatto e sempre inutilmente proteso verso obiettivi umani che tendono continuamente a sfuggirti e ad allontanarsi da te, la Madre celeste, cui tu hai gridato ad un certo punto tutta la tua stanchezza, ti farà comprendere che, sino a quando non saprai vivere ed agire senza la zavorra della tua ricchezza e del tuo potere, i tuoi sforzi non potranno essere che sterili e infruttuosi.

Se invece sei una persona malata e assolutamente indifesa e di tanto in tanto dai anche i numeri, ma ti rivolgi a Maria piangendo o singhiozzando oppure anche urlando il tuo dolore, puoi essere certo, pur nella tua immane angoscia, che la tua Mamma ti ha già portato nella parte più profonda del cuore di Dio. Chiunque tu sia, se sei ancora un essere umano che pensa e che sente, che percepisce e che soffre, parla a Maria con le lacrime o con un muto sguardo d’amore ed ella ti ascolterà, chiedile con il tuo pentimento quella pietà verso di te che non riusciresti a chiedere a nessun tuo simile, ed ella diventerà la tua saldissima ancora di salvezza; implorala di perdonarti e di trasformarti interiormente ed ella ti regalerà in modo tangibile il perdono risanante e rinvigorente di Dio.

Chiunque tu sia, ricordati che la madre di Cristo, al pari del figlio suo, non ama nessuno più di chi, avendo molto peccato, esprime il bisogno di essere guarito e salvato. Ma ricordati poi di corrispondere al suo amore materno, se ti sarà rimasta un poco di forza, con quella riconoscenza sincera che, intessendosi di opere buone più che di pie intenzioni, produce in coloro che diventano figli suoi un fecondo spirito di verità e di carità, in virtù del quale potrai avanzare forse incompreso ma felice tra le prove dell’esistenza che ti resta da vivere. Se non sarà solo falsa riconoscenza, senza avvedertene rinascerai in lei e comincerai ad essere idoneo ad indossare la tunica bianca di chi può far parte dei commensali di Cristo.

Non avrai allora più bisogno di parlare per essere accompagnato da Maria nel viaggio verso il cielo ed ella ti riconoscerà per sempre dal silenzio di una vita umile e operosa ormai stabilmente e fiduciosamente consegnata nelle mani di Dio. I drammi non mancheranno, le prove saranno difficili, ma tu non dovrai dir niente per attirare la sua attenzione, perché sarà al tuo fianco di sua spontanea ed amorevole iniziativa affinché la tua fede possa forgiarsi nel modo migliore possibile nel fuoco della passione conosciuta in massimo grado da Cristo.

Quanto più difficile sarebbe per noi sperare di accedere un giorno alla casa celeste di Dio se non ci fosse questa donna, questa madre, questa regina, di cui il papa Paolo VI, in modo del tutto pertinente, scrisse una volta: «E’ come la luna; se si spegnesse il sole non la vedremmo più, se invece è splendente, lo è perché i raggi del sole battono su di lei. Cosí se Maria ha tutte le grazie, le bellezze, la santità, le virtù, le ha perché è unita a Cristo come nessun’altra creatura: Cristo è la sorgente di tutte le bellezze e le grazie di cui rifulge Maria».