Renzi e il Vangelo

Scritto da Francesco di Maria. Postato in Il mio punto di vista


In un articolo pubblicato in “Libero” dell’1 marzo 2016, si leggeva quanto segue: «Matteo non ha l'intralcio di una cultura politica - e di una Chiesa solida - che invece avevano nella Dc di De Gasperi e Dossetti, di Mattei, Moro e Fanfani. Non ha l' impiccio di grandi principi che possono ostacolare la sua azione e il suo potere. Renzi è un cattolico light, professa la "politica del fare"(come ripete sempre Crozza) e una fede "politically correct", relegata alla vita privata e quindi culturalmente e politicamente irrilevante. Più che l' utopia evangelica di La Pira ricorda la brillante facondia di Leonardo Pieraccioni.

Nel popolo del Family day si dice che il cattolicesimo di Renzi resta a livello di "etichetta" non di etica, perché un' etica politica poi pretende di determinare i contenuti dell' azione e di non tradire i propri valori. Monsignor Giovanni D' Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, ha dato voce al pensiero di tanti cattolici: “Abbiamo un Presidente del Consiglio che si reputa cristiano, ma sinceramente non so cosa gli sia rimasto di cristiano quando gli sento fare certi ragionamenti. Oggi molti si dicono cristiani senza più esserlo e questo è il vero pericolo della nostra società”. Con “l'operazione Cirinnà”, Renzi non ha solo acceso le polveri degli oppositori di Sinistra, ma di fatto è ufficialmente entrato in guerra con i cattolici». Oggi che la legge omosessuale, chiamiamola pure cosí, è stata approvata in parlamento, è ancora più difficile dissentire da quella analisi.

Benché non sia agevole stabilire in che misura la fede dei cattolici dissenzienti sui temi etici sia coerente, o meglio coerente senza essere ipocrita, anche su altri temi come ad esempio quelli economici e sociali, non c’è ormai dubbio che il signor Matteo Renzi, lungi dall’essere interessato a testimoniare le ragioni della speranza cristiana sul piano politico, stia perseguendo obiettivi inscrivibili al più nel variegato e sempre più eccentrico orizzonte di una cultura politica laica a sfondo vagamente umanitario e dalle tonalità decisamente edonistiche.

Il Renzi che, per giustificare il suo indecoroso operato, afferma infatti in queste ore che lui farebbe «politica da laico avendo giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo», non si rende conto delle sciocchezze che dice: intanto, perché quel che afferma potrebbe risultare ancora accettabile se, di fatto, fosse solo un laico e non anche, stando a quel che lui stesso dichiara, un laico credente e cattolico; in secondo luogo, perché non è affatto detto  che un laico agnostico o ateo debba necessariamente condividere o concorrere a varare una legge che riconosca agli omosessuali diritti che non sono diritti ma semplice espressione di desideri umanamente e moralmente perversi ed illeciti (e infatti tanti sono i laici non credenti, tra cui non pochi omosessuali, che ritengono del tutto insensato l’omosessualismo dilagante seppur fortemente minoritario); in terzo luogo, perché l’aver giurato sulla Costituzione non obbliga un Presidente del Consiglio a varare una legge infame come questa; in quarto luogo, perché la lettera e soprattutto lo spirito dei padri costituenti (si pensi a Dossetti, a La Pira, ma allo stesso Togliatti che non arrivò a pretendere neppure, pur essendo personalmente interessato, che nella Costituzione fosse introdotto l’istituto del divorzio) non fu certo quello di aprire a possibilità legislative abnormi e abominevoli come quella che si è concretizzata ieri in parlamento; in quinto luogo, perché un cattolico impegnato in politica non può comunque, e in nessun caso, sottoscrivere provvedimenti di legge che contrastino palesemente con ciò che è dovuto a Dio.

Né il premier è più convincente quando dice, con un tono di implicita e ben calcolata autocommiserazione, che una cosa giusta dev’essere fatta, appunto perché la cosa che ha fatto è ingiusta, e che pertanto egli sarebbe pronto a “pagare le conseguenze in termini elettorali”, perché in realtà il furbo Renzi confida non solo e non tanto in un elettorato cattolico ormai largamente demotivato e incoerente in materia di fede quanto soprattutto in un più ampio  elettorato laico interessato prevalentemente a questioni molto “pratiche” di vita quotidiana.

Peraltro, l’iniquità renziana finirà per essere lampante anche sotto il profilo sociale se davvero dovesse essere garantita una pensione di reversibilità alle coppie gay, riducendo drasticamente quella di vedove, disabili e di altri soggetti sociali già adesso alle prese con oggettivi problemi di disagio e talvolta di sopravvivenza. Non è affatto vero che il governo Renzi viene contestato unicamente perché sarebbe ben resistente ai poteri forti, in quanto, almeno in questo caso, si è mostrato del tutto asservito a poteri molto forti di lobbies ben presenti non solo in Italia ma in Europa e nel mondo.

E’ probabile invece che Renzi e quell’altra cattolica toscana di facciata che è Maria Elena Boschi, donna intelligente e determinata ma a tratti anche emerita oca giuliva, abbiano solo ricevuto passivamente un’educazione cristiana priva di interiore convincimento e di sincera e sofferta spiritualità e non conoscano affatto le doglianze e le minacce divine contenute nei testi biblico-evangelici: in caso contrario, non potrebbero non preoccuparsi realmente non tanto dei loro destini politici quanto dei loro stessi destini umani.