Maria nel pensiero di alcuni Padri della Chiesa

Scritto da Lorenzo Trocino on . Postato in Articoli e studi

 

Merita di essere segnalato l’articolo che don Juan Carlos Casté ha dedicato alla presenza di Maria nel pensiero e negli scritti dei primi Padri della Chiesa, che diedero un contributo decisivo alla diffusione dell’amore e della devozione per la Madre di Dio. Come ha ben scritto il suddetto sacerdote: «il linguaggio predicato dai Padri della Chiesa brilla per la profondità teologica e per l’amore alla Santissima Vergine Maria. “La raison ne fait que parler, c’est l’amour qui chante”, disse un intellettuale francese (Lacordaire). Gli scritti dei Santi Padri fanno le due cose: oltre a solidi monumenti dottrinali, sono veri canti di queste grandi anime a Colei che fu considerata “degna” di essere la Madre di Dio» (Maria e i Padri della Chiesa, in “Araldi del Vangelo”, n. 76, agosto 2009, pp. 18-23; p. 20).

Dei grandi cantori che vengono quindi presi in considerazione nel corso dell’articolo, qui tre di essi pare opportuno citare in particolare per i pensieri teologicamente densi espressi su Maria. Il primo è sant’Ireneo di Lione che si sofferma soprattutto sulla relazione tra Maria ed Eva, da una parte, e tra Maria e la divinità, dall’altra. Questo Padre, vissuto nel secondo secolo,  formulò il seguente giudizio: «Per mezzo dell’Angelo, fu annunciato convenientemente alla vergine Maria, già soggetta al potere di un uomo, che il Signore sarebbe venuto da lei e che la sua creazione, che è alimentata da Lui, l’avrebbe condotta a Lui stesso; che, con l’obbedienza nell’albero, avrebbe ricapitolato la disubbidienza avuta nell’albero; e che avrebbe riparato la seduzione per la quale fu malignamente sedotta quella vergine Eva, che era già destinata a un uomo. Dunque, come questa fu sedotta dalla parola di un Angelo, per allontanarsi da Dio, disobbedendo alla Sua parola, cosí Quella fu istruita dalla parola dell’Angelo, in modo da portare Dio, obbedendo alla Sua parola.

E se Eva aveva disobbedito a Dio, Maria si chinò al Suo potere per obbedire a Lui, in conseguenza della qual cosa la Vergine Maria divenne l’avvocata della prima vergine, Eva. E come il genere umano fu legato alla morte per mezzo di una vergine, cosí ne fu liberato per mezzo di una Vergine. Infatti, la disobbedienza di una vergine fu controbilanciata dall’obbedienza di una Vergine. Oltre a questo, fu riparato il peccato del primo uomo con la retta condotta del Primogenito, e la furbizia del serpente fu vinta dalla semplicità della colomba, che ha sciolto i legami che ci tenevano legati alla morte» (Ivi).

Il secondo cantore mariano che si vuole qui menzionare è Origene di Alessandria del terzo secolo. Egli, nonostante alcuni errori dottrinali commessi che avrebbero un po’ offuscato il suo prestigio teologico, sarebbe stato ricordato, anche a causa del martirio da lui subíto a causa della sua granitica fede in Cristo, come confessore della fede, tanto che due anni or sono anche Benedetto XVI ha elogiato calorosamente questo “grande maestro della fede” precisando che «Origene di Alessandria è realmente una delle personalità determinanti per tutto lo sviluppo del pensiero cristiano». Egli ha dedicato un pensiero profondo e commosso a Maria a proposito della sua visita alla cugina Elisabetta: «Penetrando nelle orecchie di Elisabetta, la voce del saluto di Maria arrivò anche allo stesso Giovanni, che esultò. E la madre, parlando come per bocca del figlio e come profetessa, esclamò ad alta voce: “Benedetta sei tu tra le donne e benedetto è il frutto del tuo ventre” (Lc 1, 42). Ora possiamo comprendere nella sua pienezza il significato dell’affrettato viaggio di Maria fino alla regione montagnosa, cosí come della sua entrata nella casa di Zaccaria e del suo saluto a Elisabetta. Tutto questo è successo in modo che Maria rendesse Giovanni (sebbene ancora nel grembo materno) partecipe del potere che aveva ricevuto da Colui che aveva concepito. Giovanni, a sua volta, avrebbe fatto sua madre partecipe del dono di profezia da lui ricevuto. E’ molto significativo che tali doni siano concessi in una regione montagnosa, perché nulla di grande può essere ottenuto dalle persone che, per la loro insignificanza, devono esser designate come valli…».

Il terzo cantore che qui si vuole ricordare è sant’Ilario di Poitiers, vissuto nel quarto secolo, i cui scritti «contengono numerosi e devoti riferimenti alla Madonna». Nel commentare un passo della prima lettera di san Paolo ai Corinzi, egli scrive: «Il beato Apostolo esprime perfettamente il suo pensiero sull’ineffabile mistero della nascita del corpo (di Cristo), quando dice: “Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo” (1 Cor 15, 47). Quando lo chiama uomo, vuole indicare la sua nascita dalla Vergine che, svolgendo quello che è proprio di una madre nel concepimento e nella nascita di un uomo, ha rispettato la legge naturale propria del sesso. Quando poi l’Apostolo dice: “Il secondo uomo viene dal Cielo”, attesta la sua origine, poiché Egli scese nel seno della Vergine quando scese su di lei lo Spirito Santo. Per questo (Cristo), visto che è uomo e proviene dal Cielo, ha la sua nascita dalla Vergine e il suo concepimento dallo Spirito. E’ lo stesso Apostolo che si esprime in questa maniera».

Naturalmente questi sono solo piccoli esempi della grande attenzione riservata a Maria dai Padri della Chiesa, ai quali, come scrive conclusivamente don Casté, toccò di vivere «in un’epoca bellissima, ma difficile. Bellissima perché essi videro con i propri occhi come il gregge di Gesù Cristo, la Chiesa da lui fondata, si diffuse con rapidità vertiginosa, nonostante le persecuzioni. Allo stesso tempo difficile, perché cominciarono a sorgere le eresie. Essi ebbero la missione di difendere la Chiesa da quei seminatori di zizzania che furono gli eresiarchi. Difesero la verità senza timore. Per questo il loro linguaggio ha, molte volte, una spiccata nota di polemica, di veemenza, una certa rudezza anche, ma di innegabile bellezza e virilità! Nei loro scritti e omelie si sente…l’eco della voce del Signore» (Ivi). E di tutto ciò furono capaci, con l’aiuto dello Spirito Santo, anche perché probabilmente misero interamente le loro vite nelle mani materne di Maria Santissima.