Che carattere Maria!

Scritto da Orsola Viatore on . Postato in Articoli e studi

 

Che carattere Maria! Anche Eva era uscita perfetta come lei dalle mani di Dio, ma Eva della sua libertà avrebbe fatto un uso non solo sbagliato ma deprimente. Dio le aveva messo a disposizione tutto il creato per dominare su esso ed essere perennemente felice; le aveva solo chiesto di ricordarsi del suo amore, di rispettare la sua sovranità, di non infrangere la sua volontà. Eva, disse il Signore, a te e al tuo compagno Adamo io dò tutto, potrete beneficiarne come e quando vorrete; ricordatevi solo che tutto questo è mio, appartiene e apparterrà sempre a me, per cui vi invito a non servirvene come se fosse da sempre vostro e a non compiere atti trasgressivi che vi farebbero solo perdere il dono dell’immortalità la cui unica fonte sono Io o è Colui che è. Ma Eva, non appena viene sollecitata a coltivare propositi di vanità e di grandezza personali dall’intelligente e bellissimo Angelo della morte, si lascia trascinare dall’infantile e inverecondo desiderio di svincolarsi dalla amorevole e paterna tutela di Dio per assecondare indiscriminatamente la propria libido e tutte le proprie pulsioni egocentriche ed autarchiche. Ma, dopo aver coinvolto (si fa per dire) Adamo nella sua irragionevole brama di libertà, Eva non si pente, non chiede perdono del suo errore a Dio, ma si chiude nel suo orgoglio di donna peccatrice, insieme al suo partner, confidando probabilmente di farla ugualmente franca.

Maria di Nazaret come Eva sa che c’è Dio, ha avuto modo di sperimentare ampiamente l’amore straripante di Dio nella sua infanzia e nella sua prima adolescenza, si innamora di Dio, per Dio è pronta a tutto, conosce certo le tentazioni e le seduzioni demoniache, in qualche modo forse le patisce ma solo per respingerle risolutamente e sistematicamente: Maria non è una femmina, è una donna, è la Donna, è la Donna pensata da Dio, amata da Dio e amante di Dio, è la Donna di Dio, la Donna che non tradisce ma è fedele al suo Dio, a Colui che è fonte e culmine di ogni possibile, vera e imperitura gioia spirituale. Questa è la personalità, questo è il carattere di Maria: Angelo della morte, ella sembra dire, il tuo splendore, la tua intelligenza, sono di gran lunga inferiori a quelli del mio Signore, vuoi che non lo sappia? Vuoi che non sappia che tu vorresti portarmi via dal mio Signore solo per dimostrare a Colui che ha creato anche te la mia incapacità di restargli fedele, di restargli sottomessa con tutta me stessa per l’eternità. Vuoi che non sappia che il tuo obiettivo è quello di impedire che uomo e donna restino per sempre nella sua corte celeste?

Questo è il carattere di Maria: mio Dio, tu mi chiedi di far venire al mondo il Salvatore: io sono pronta, spiegami solo in che modo, visto che io ho deciso di essere solo tua. Dodici anni dopo, pur sapendo che suo figlio è il Figlio di dio, non esita ad esercitare la sua autorevolezza materna e a rivendicare la piena paternità di Giuseppe: Figlio, te ne vai senza dire niente; non capisci che tuo padre e io siamo preoccupati e angosciati se ti vediamo sparire per tanto tempo? Maria sa di assolvere correttamente la sua funzione di madre: non può sbagliare, non può peccare contro Dio, anche se quel figlio suo divino sembra volerla talvolta rimproverare. Il fatto è che, mentre Maria trasmette a Cristo la sua perfetta umanità, Cristo trasmette a Maria la sua perfetta divinità: Dio diventa sempre più uomo grazie a Maria, Maria diventa sempre più Donna, Signora, Regina, riflesso purissimo della stessa Divinità, grazie all’insegnamento e all’opera di Cristo.

E Maria è cosí sicura di essere amata senza riserve dal Figlio di Dio che a Cana, dove Gesù non ha ancora alcuna intenzione di rivelarsi quale l’Unto di Dio, si avvicina a lui, lo guarda negli occhi e gli dice semplicemente “non hanno vino!”. Non è una richiesta esplicita, non è un ordine, ma ella sa che su suo figlio ha già un grande potere di influenza; lo sa perché non ha dubbi circa il fatto che Dio a chi gli chiede qualcosa con una fede come la sua, con un amore come il suo, con uno spirito di servizio come il suo, non sa dire, non può dire, non vuole dire di no, perché l’onnipotenza di Dio è innanzitutto e soprattutto, anche se non unicamente, un’onnipotenza misericordiosa. Che carattere Maria: sa di poter dire ad altri “fate quel che vi dirà” e “vedrete che il problema sarà risolto”. Anche oggi Maria continua a dirci: seguitelo, obbedite ai suoi comandi, fate la sua volontà, e vedrete che l’amore infinito di Dio non vi verrà mai meno.

Già: “fate quel che vi dirà”. Viene il momento del Calvario. Maria, dopo averlo lungamente sospettato, adesso capisce appieno che il Regno di Dio, regno di eterna felicità, nasce dal dolore, dal sacrificio, dalla abnegazione, dall’amore incondizionato per gli altri; quando si sente dire dal figlio crocifisso e moribondo che le lascia Giovanni come figlio e che lei stessa, da quel momento in poi, deve considerarsi madre di Giovanni e dell’umanità intera, Maria comprende perfettamente che la sua missione non è ancora finita ed è pronta a fare, a sua volta, quel che qualche tempo prima, in un contesto di gioia e quindi profondamente diverso da quello in cui ora si trova, aveva raccomandato ad altri: è pronta a fare ciò che quel Dio morente e impotente le sta dicendo di fare, perché sa che Dio non può morire per sempre e che la sua potenza si manifesta principalmente nel risorgere persino dalla forma più assoluta di annullamento che è la morte. E’ ancora pronta a servire, a diventare per la seconda volta madre, a soccorrere i figli adottivi di Dio nel nome e per conto di suo figlio Gesù e in funzione del suo eterno regno di giustizia e d’amore, prima di ascendere in cielo come regina di tutti gli esseri angelici e terreni. Che carattere Mamma! Come dev’essere bello vivere per sempre con te e per te, con Cristo e per Cristo!