Madre di Cristo e Madre di Dio

Scritto da Rodolfo Terenzi on . Postato in Articoli e studi

 

Di tanto in tanto ci si ostina a sostenere su Maria di Nazaret idee che non solo sono difformi dalla retta ortodossia della Chiesa ma sono anche manifestamente infondate o incoerenti rispetto al dettato biblico.

E’ noto che nel mondo protestante e ovviamente nel quadro della cultura laica contemporanea viene ancora messa in dubbio la perpetua verginità di Maria ma questo ormai non suscita più alcuno stupore presso i cattolici, non perché non ne siano dispiaciuti, quanto per il fatto che essi sanno bene come questo pregiudizio solo il Signore potrà rimuoverlo dal cuore di coloro che lo fanno proprio. Poi però ci sono posizioni apparentemente più moderate che inaspettatamente finiscono per sfociare in conclusioni non solo azzardate ma incomprensibili.

Si pensi a chi ultimamente muove dal riconoscimento della verginità di Maria, perché questa, si legge, “è una verità biblica”, per cui “l’idea di voler ricordare la condizione verginale di Maria è condivisibile”. Quello che però non è affatto condivisibile sarebbe il fatto che la Chiesa dedichi il primo giorno dell’anno “ad una fantasia cattolica”, proprio cosí viene definita, ovvero a “Maria Madre di Dio”, che non avrebbe “nessuna base biblica, quindi nessun fondamento reperibile nelle Sacre Scritture”. Perché questo dogma della nostra fede sarebbe privo di fondamento biblico? Semplicemente perché sarebbe stato lo stesso Gesù ad esprimere l’idea più corretta sulla donna Maria, vale a dire quella per cui “Maria era solamente la madre che lo aveva partorito e cresciuto come uomo, nulla di più”, donde consegue che «voler innalzare Maria ad un ruolo diverso da quello che Gesù, il Figlio di Dio, le assegnò, non è culturalmente corretto né cristianamente coerente. Il cristianesimo non ha bisogno di aggiunte o esaltazioni, che oltre ad essere fuorvianti sono anche pericolose, poiché possono dar luogo a tradizioni popolari che nulla hanno a che fare con le verità bibliche. Maria era una creatura di Dio e tale è restata, una creatura terrena, anche dopo la nascita verginale di Gesù».

Ora, già ammettere che, pur essendo una semplice creatura, questa donna conobbe il privilegio di rimanere vergine anche dopo la nascita di Gesù e sino al termine della sua vita, dovrebbe indurre ad una riflessione un po’ più attenta circa l’effettiva condizione di questa creatura e di questa donna, perché una donna che genera un figlio e rimane vergine non è qualcosa di ordinario ma di straordinario ed è con ogni probabilità da collocare nell’ambito del sovrannaturale, ma poi, sovrannaturale o non sovrannaturale, come si fa a negare che Maria sia Madre di Dio visto che non si hanno difficoltà a considerarla come Madre di Cristo? Cristo è o non è figlio unigenito di Dio, è o non è Dio egli stesso?

Si dice: Maria è stata solo la madre di Gesù, “vero uomo”; cioè madre di Gesù uomo e non di Gesù Dio, come se nella persona storica di Gesù fosse possibile scindere la dimensione divina da quella umana. Insomma, un vero e proprio pasticcio, sebbene ognuno di noi convenga che storicamente Maria abbia potuto essere o possa essere a tutt’oggi oggetto di una devozione impropria e “di esaltazioni popolari e pericolose”.

Quanto infine al fatto che non si può adorare nessuno al di fuori di Dio, nulla quaestio: ma l’errore, anche in questo caso, sta nel ritenere che i cattolici adorino la Madre di Cristo e la Madre di Dio, giacché essi sanno bene che a dover essere adorato è solo Dio nella sua realtà trinitaria e che tuttavia, proprio nell’ambito di questo loro atteggiamento adorante l’unica divinità, essi hanno l’obbligo spirituale di venerare Maria al di sopra di qualunque altra creatura celeste ed umana. Nessuno è depositario della divinità più e meglio di Maria che non è ontologicamente una dea ma è stata resa divina per grazia con la sua gloriosa assunzione in cielo: altro dogma cui si oppone la resistenza di quanti hanno una concezione arbitraria della divinità.

Noi non la adoriamo anche se Dio stesso ha voluto che fosse una creatura adorabile, la più adorabile di tutte le sue creature. Per cui, contrariamente all’opinione di certi critici, non è affatto sbagliato ricordare il 1° gennaio di ogni anno Maria come Madre di Cristo e quindi come Madre di Dio per l’eternità.